Energia, i big scommettono nei settori green

investimenti green

I paperoni del nostro tempo investono in energia pulita.

Il fondatore di Facebook ha dichiarato recentemente ai giornali non solo, per buona gioia dei gossippari, di essere diventato padre, bensì anche di aver destinato, dopo la sua morte, il 99% delle azioni del gigante economico da esso creato in beneficenza, e si pensi che il giovane in questione baciato dalla fortuna ha solo 29 anni.

Il re di Facebook e Bill Gates, uomo che non ha affatto bisogno di presentazioni, dove investono principalmente i ricavi da urlo che li vedono protagonisti delle classifiche dei più ricchi al mondo? In energia pulita.

In progetti inerenti nuove start-up in tal settore, innovativo e promettente al tempo stesso. Segno di lungimiranza imprenditoriale, certo, ma anche di buon senso ed etica, considerando il fatto che, se in tutto il mondo aumentano le conferenze sul clima, un buon motivo ci sarà.

Gli stessi investono anche nei Paesi poveri: non tanto perché mossi da un istinto improvviso di beneficenza pro bono dell’umanità, ma in quanto i Paesi poveri sono tali perché non sfruttati. Perché volgarmente impoveriti di risorse che un domani non troppo lontano li vedranno vivere la parte degli Emirati Arabi: risorse strategiche che ben presto verranno valorizzate pienamente.

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