Le etichette furbette

Questo è il nome della ricerca realizzata da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino, che è stata presentata poco tempo fa a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
La ricerca mostra come un elettrodomestico su tre venga venduto senza etichetta oppure riporti informazioni errate portando così il consumatore a effettuare una scelta che non è consapevole e violando anche la direttiva europea.
Sono stati esaminati oltre 2500 prodotti appartenenti a cinque differenti tipologie:

  • televisori
  • frigoriferi
  • refrigeratori per il vino
  • forni elettrici
  • condizionatori

Inoltre l’analisi ha interessato quattro tipi di negozi:

  • grandi superfici di vendita
  • ipermercati con un corner per gli elettrodomestici
  • grandi superfici specializzate
  • onlines stores

Condizionatori, televisori e cantinette sono i prodotti peggiori, quelli addirittura sprovvisti di etichetta; gli altri invece quasi sempre sono venduti con l’etichetta, ma non quella giusta.
Sul totale dei prodotti quindi, circa il 30% di quelli presi in considerazione nei negozi fisici non è etichettato in maniera corretta mentre la situazione peggiora online dovo solo il 10% dei prodotti esaminati riporta le informazioni energetiche correttamente.
L’obiettivo della ricerca è quello di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica ma anche le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti.
Ma quali sono gli errori più frequenti?
L’etichetta è spesso collocata in angoli ciechi o a più di due metri di altezza rendendo difficile se non impossibile la lettura. E’ inoltre possibile imbattersi in etichette fotocopiate, scritte a mano o al computer dal personale del negozio. Nei negozi online si riscontra invece una frequente dispersione delle informazioni di base in più pagine.
Altre volte invece si riscontrano casi di informazioni limitate: ad esempio è presente la classe energetica ma non il consumo annuale oppure manca il dato sul rumore laddove previsto o quello dei coefficienti prestazionali per i condizionatori.
Il responsabile del progetto italiano ritiene che sia opportuno formare i professionisti del settore: infatti, nei punti vendita esaminati, è emerso che resta quasi totalmente inapplicato l’obbligo di consegna della scheda tecnica a richiesta del consumatore, violando così la Direttiva Europea.
Ma quali sono i punti chiave della Direttiva?
In sostanza le etichettature energetiche devono contenere informazioni uniformi, i produttori devono fornire un’etichetta ed una scheda di prodotto conformi alla normativa per ogni prodotto immesso sul mercato o messo in servizio; inoltre i distributori sono obbligati ad esporre le etichette in maniera visibile e leggibile rendendo disponibile ogni informazione aggiuntiva contenuta nella scheda prodotto, che dovrà essere fornita all’acquirente.
I vincoli valgono anche qualora il prodotto venga proposto tramite canali alternativi come le televendite, per corrispondenza o attraverso la rete internet.
L’applicazione corretta della Direttiva potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia e a ciò si aggiunge il vantaggio ambientale: purtroppo però essa non sempre viene applicata e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita.
Speriamo che questo gap possa essere colmato per fornire al consumatore tutti gli strumenti utili ad effettuare un scelta libera e consapevole.

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