STEM, il solare termico che usa la sabbia

solare termico

Si chiama STEM (Solare Termico Magaldi) il sistema che immagazzina il calore del sole nella sabbia.

Il meccanismo, messo a punto dal Gruppo Magaldi di Salerno, è molto prezioso in quanto permette di sfruttare l’energia anche durante le ore notturne. Una serie di specchi, montati su telai in grado di seguire la traiettoria del sole, che convogliano le radiazioni su un accumulatore: il letto fluido di sabbia, una sorta di batteria solare molto flessibile; caratteristica molto ambita nel campo delle rinnovabili.

Questa peculiarità è ideale per alimentare siti con un’alta esposizione solare, ma difficilmente raggiungibili dalle reti di approvvigionamento tradizionali, come ad esempio siti di estrazione mineraria o centri di ricerca e tutte le attività che solitamente utilizzano generatori termici alimentati a diesel (decisamente impattanti per l’ambiente).

Proprio l’irrilevante impatto ambientale di STEM è un altro suo punto di forza: al contrario di altri sistemi solari che utilizzano sali fusi o oli diatermici, i letti fluidizzanti di sabbia eliminano i problemi di inquinamento e smaltimento (sabbia, vetro ed acciaio possono essere riutilizzati nell’edilizia e nell’ingegneria civile).

Anche le dimensioni sono estremamente variabili: da 0,5 MWh a 50 MWh.

La prima installazione è stata realizzata a Boccino (potenza complessiva di soli 100 kWh); è invece in costruzione l’impianto di San Filippo del Mela (in provincia di Messina) da 2 MWh.

 

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