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4 gennaio 2016

Si può produrre energia dal mare?

Il moto ondoso ha una forza energetica immensa: l’astuzia è quella di saperla sfruttare

Il mare nasconde dentro di se un enorme potere: quello energetico.

I continui movimenti del mare infatti, sono a tutti gli effetti energia, come quella idroelettrica.

Dove la caduta di una cascata su una turbina riesce a produrre energia elettrica, ecco che lo spostamento di masse d’acqua sempre su una turbina ha lo stesso risultato.

Civitavecchia è protagonista indiscussa del progetto pilota di questa impresa energetica, chiamata “Rewec 3“.

L’innovativa tecnologia

Il progetto Rewec 3 ha il grande obiettivo di andare a modificare il mix energetico della zona. Questo perchè al momento è per la maggior parte alimentato da fonti non rinnovabili come petrolio o carbone.

In questo modo una parte dell’energia dannosa per l’ambiente verrà sostituita da energia green per:

  • industrie e infrastrutture
  • sistemi di trasporto nel porto
  • in un futuro navi elettriche

E tutta questa energia rinnovabile verrà poi immessa nella rete portuale, di modo da essere utilizzata per ogni attività. E questo non potrà che portare benefici sull’ambiente e sugli stessi abitanti della cittadina.

Il progetto per essere avviato dovrà partire dal:

  • posizionamento di blocchi di cemento contenenti il cuore dell’operazione: le turbine 
  • Queste andranno a produrre energia tramite il moto ondoso del mare, in particolare onde, correnti, maree

Il Rewec 3 sarà in assoluto la prima tecnologia italiana creata per sfruttare i movimenti del mare. Si tratta di un grande primo passo verso la creazione di nuovi metodi di produzione dell’energia.

Mentre l’Università di Reggio Calabria ha permesso l’intera progettazione grazie a un intensivo studio e lavoro, l’Unione Europea e il Porto di Civitavecchia sono i diretti finanziatori di questa impresa, favorevoli nell’incentivare la produzione di eco-energia.

Come funziona?

Il moto ondoso determina un’oscillazione di pressione all’interno di un condotto verticale che presenta alle estremità due aperture.

La fluttuazione produce la compressione (cresta d’onda) e la decompressione (cavo d’onda) del polmone d’aria nella camera di assorbimento. II flusso d’aria prodotto aziona invece la turbina-generatore posizionata nella parte superiore della camera, avendo come effetto finale la produzione di energia elettrica.

“Possiamo dire quindi che finalmente è in via di soluzione il problema dell’energia elettrica, considerate che attualmente il porto consuma intorno a 9 megawatt all’anno, quindi avere la possibilità, in prospettiva, di poter abbassare significativamente il prelievo dell’energia dalla rete nazionale vuol dire non solo risparmio economico ma anche abbassare le emissioni a livello portuale. Quindi il bilancio energetico come porto avrà sicuramente un grande beneficio”.

Queste le parole di Ievolella, segretario generale dell’Autorità, fiducioso nel progetto tanto quanto tutti gli abitanti di Civitavecchia.